Der Totentanz (letteralmente La Danza della Morte) era il nome dato ai macabri affreschi molto ricorrenti nelle chiese tedesche durante il Medioevo. Il loro scopo era di terrorizzare gli animi semplici dei fedeli e allo stesso tempo inculcare nelle loro menti l’idea della futilità della vita. Di sicuro Tiziano Sclavi rimase colpito da questi affreschi sin dall’inizio della sua carriera, tanto da creare, prendendo spunto da queste opere, delle Totentanz “letterarie”.
Le ritroviamo già nel libro “Dellamorte Dellamore”, edito da Camunia nel 1991 ma scritto da Sclavi molti anni prima, prima ancora della creazione del personaggio di Dylan Dog. Purtroppo il manoscritto del romanzo andò perduto per essere ritrovato soltanto molti anni dopo. Come è stato ribadito più volte “Dellamorte Dellamore” non è il romanzo di Dylan Dog. Eppure non si può negare che l’opera rappresenti una specie di ‘prova generale’ nella creazione del personaggio dell’ “Old Boy”. Sclavi riesuma il personaggio di Francesco Dellamorte, custode del cimitero di Buffalora, nel terzo speciale di Dylan Dog, “Orrore Nero”, in cui ne fa una sorta di alter ego dell'Indagatore dell'Incubo. Comunque già nel romanzo “Dellamorte Dellamore” i disegni originali di Angelo Stano che aprono ogni capitolo del libro sono accompagnati dalle Totentanz letterarie di cui parlavamo sopra, una sorta di poesie/filastrocche aventi appunto come argomento la Morte. Qui sotto riportiamo un esempio; quello che si riferisce all’introduzione del capitolo VI.
La morte di pietra, la morte di neve,
la morte che viene con passo lieve,
ma per averla dovrai lottare,
vivere ancora e ancora respirare.
Perch’è un’amante che non si da a tutti
non conta che sian belli oppure brutti;
può darsi a un altro ma un attimo appena
e anche allora ti pensa e t’incatena.
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Queste Totentanz verranno riprese da Sclavi in diversi albi di Dylan Dog; il primo esempio lo ritroviamo nell’albo n. 10 dal titolo “Attraverso lo specchio”, poi nell’albo n. 26, “Dopo mezzanotte”. Alcuni versi delle Totentanz presenti sugli albi di Dylan Dog sono in realtà ripresi direttamente e senza alcuna modifica da quelli presenti nel romanzo “Dellamorte Dellamore”. Nel 1994 Michele Soavi diresse un film tratto dal romanzo “Dellamorte Dellamore”. Il film, girato in inglese, uscì in America nel 1994 con il titolo “The Cemetery Man”, sostituito poi dal titolo originale italiano. L’attore protagonista del film, Rupert Everett era in effetti stato scelto da Sclavi come modello per le caratteristiche
fisiche di Dylan Dog (e la cosa risulta più che evidente).
Ovviamente, essendo il film tratto dal romanzo “Dellamorte Dellamore”, riporta anch’esso le Totentanz presenti nel libro. Risulta però interessante confrontare le versioni presenti nell’edizione italiana con quelle dell’edizione inglese.
Questa prima Totentanz si riferisce alla scena del film in cui Francesco Dellamorte, dopo aver perso per l’ennesima volta l’amore della sua vita (interpretata nel film da Anna Falchi), viaggia di notte per la città col suo maggiolone in cerca di una prostituta.
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Versione originale inglese dal film “The Cemetery Man”
You look for Death in the clear night,
you tell her you still love her;
that you are her slave and she’s still you queen;
Death, Death, Death the whore.
Versione italiana dal film “Dellamorte Dellamore”
E’ la Morte che cerchi nella notte chiara
la cerchi per dirle quanto l’ami ancora;
che sei il suo schiavo e che lei è sovrana;
la Morte, la Morte, la Morte puttana.
Trasposizione in versi della versione inglese
You’re looking for Death in this limpid night,
To tell her your love will always be bright,
That you are her slave and she's still your queen.
Death, Death, a whore always keen.
Traduzione letterale in italiano
Cerchi la morte in questa notte tersa,
per dirle che il tuo amore sarà sempre vivo,
tu sei il suo schiavo, lei è ancora la tua regina.
La Morte, la Morte, una puttana sempre vogliosa
Questa seconda Totentanz si trova quasi alla fine del film, quando Francesco, sul ciglio del burrone che inghiotte la strada in uscita da Buffalora, carica la sua pistola con due proiettili (uno per Gnaghi e uno per sé) e la punta verso il suo unico amico.
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Versione inglese dal film “The Cemetery Man”
Death, Death, comes sweeping down,
filthy Death, the leering clown,
death on wings, death by surprise,
veiling evil from worldly eyes,
death that's born as life succumbs;
while Death and Love, two kindred drums,
beat the time ‘till Judgement Day,
actors in a Passion Play,
without beginning, without end,
evermore, Amen.
Versione italiana dal film “Dellamorte Dellamore”
La Morte, la Morte, la Morte che arriva,
La Morte schifosa, la Morte lasciva.
La Morte che vola, la Morte normale,
che cela pietosa del mondo ogni male.
La Morte che vive, la Vita che muore,
la Morte, la Morte, la Morte e l’Amore;
che aspettano insieme il Grande Giudizio
e non hanno mai fine, non hanno mai inizio.
Trasposizione in versi della versione inglese
Death, Death, she comes sweeping down,
filthy mean Death, bad leering clown,
cold Death on wings which takes by surprise,
veiling the evil from worldly eyes.
Death that is born as life just succumbs,
while Death and Love, two kindred drums,
beating the time until Judgement Day,
are leading actors in this Passion Play,
without beginning and without an end,
staging forevermore, Amen.
Traduzione letterale in italiano
La Morte, la Morte, avanza con passo maestoso
La morte meschina e schifosa
un malvagio clown che lancia occhiate maligne
la gelida Morte alata che coglie di sorpresa,
che nasconde il male agli occhi del mondo.
La Morte che nasce proprio quando la Vita muore
mentre la Morte e l’Amore, due tamburi simili
che battono il tempo fino al Giorno del Giudizio
sono gli attori principali in questo Mistero della Passione
che non ha inizio, che non ha fine
e viene rappresentato in eterno, Amen.
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Come si può notare queste Totentanz hanno una carica drammatica e contengono immagini vivide e dirette che si fondono perfettamente con il racconto; queste poesie/filastrocche contribuiscono di fatto a creare l’atmosfera caratteristica dei migliori albi di Dylan Dog.
È ovvio che queste “ballate macabre”, proprio per la loro struttura, si prestano particolarmente ad uno sviluppo musicale. L’esempio più evidente è il Ballo in fa diesis minore, canzone scritta dal “menestrello” Angelo Branduardi e inclusa nell’album “La pulce d’acqua” pubblicato nel 1977. La canzone, che riprende il film Il settimo sigillo di Ingmar Bergman (film in cui l'uomo sfida la Morte), si basa sulla Schiarazula Marazula, melodia norditaliana di origine medievale che accompagnava i riti esorcistici. Il testo invece è tratto dall'iscrizione che circonda l’affresco dell'Oratorio dei Disciplini con Danza Macabra e Trionfo della Morte di Clusone, comune in provincia di Bergamo.
Per rendere più chiaro quanto affermato sopra, riporto qui di seguito il testo della canzone di Branduardi, nella quale gli ospiti di una festa invitano la Morte a danzare con loro, facendole abbandonare la falce e privandola così del suo terribile potere sul mondo.
Angelo Branduardi Ballo in fa diesis minore
Sono io la Morte, e porto corona
Io son di tutti voi Signora e Padrona.
E così sono crudele, così forte sono e dura
Che non mi fermeranno le tue mura.
Sono io la Morte, e porto corona
Io son di tutti voi Signora e Padrona.
E davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare,
e dell’Oscura Morte al passo andare.
Sei l’ospite d’onore del ballo che per te suoniam
Posa la falce, e danza tondo a tondo.
Il giro di una danza, e poi un altro ancora
E tu del mondo non sei più Signora.
nota: Le trasposizioni in versi inglesi delle Totentanz sono “opera” mia (le virgolette qui sono d’obbligo). In realtà, come si può vedere anche nelle traduzioni in italiano, le modifiche che ho apportato sono minine. Mi sono limitato a far sì che ogni verso avesse la giusta quantità di sillabe e che le parole finali creassero un’assonanza secondo lo schema della rima baciata (AA, BB, CC ecc.). Chiedo comunque perdono a Dante, sperando che accetti come prova a mia discolpa la mia grande passione per Dylan Dog.
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Articolo a cura di : Francesco Rossi
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