Carissimi amici dylandogofili,
oggi vi parliamo di un libro della Mimesis Edizioni dal titolo "Dylan Dog. Esistenza, orrore, filosofia.",
l'autore è Roberto Manzocco, dottore di ricerca in storia della scienza e giornalista scientifico, lavora per
diverse testate nazionali e si occupa da anni di vari argomenti, dalla Teoria Generale dei Sistemi
e della Complessità alla divulgazione delle biotecnologie, dalla politica dell’Unione Europea alla
pragmatica della comunicazione umana. Per la Mimesis Edizioni ha già pubblicato Twin Peaks, David Lynch
e la filosofia e Pensare Lost. L’enigma della vita e i segreti dell’isola.
Ecco a voi un estratto del libro:
DYLAN DOG, BREVIARIO DEL CAOS
«Sentito? è filosofia, questa! Cioè la scienza con la quale o senza la quale tutto resta tale e quale».
A regalarci questa fulminea e irriverente definizione è Groucho – e chi, sennò? –, il folle assistente
di Dylan Dog.Una battuta che la dice lunga sulla natura di una serie a fumetti che ha segnato
un’epoca, e che è riuscita a toccare le corde nascoste dell’animo delle migliaia e migliaia di lettori
che la seguono ogni mese. Se, come noi, avete passato l’adolescenza a intossicarvi regolarmente
con le avventure dell’Indagatore dell’Incubo, sapete bene di cosa stiamo parlando.
Nevrotico, ex-alcolista, vegetariano, Dylan Dog è senz’altro il detective privato più in
controtendenza del panorama fumettistico e letterario tout court. L’Old Boy deve però il suo
grandissimo successo e la sua fama imperitura a ben più che all’intreccio delle sue storie, ai
variegati mostri che affronta o alle battute di Groucho. Il geniale e vulcanico padre di Dylan
Dog, Tiziano Sclavi, è riuscito infatti a infondere al suo personaggio un ingrediente segreto, ossia
una sensibilità poetica e filosofica di tipo esistenzialista, che gli ha permesso di parlare della
condizione umana attraverso i mostri che l’Indagatore dell’Incubo affronta per sbarcare il lunario.
Accompagnati da Dylan e dalla filosofia contemporanea, intraprenderemo un percorso narrativo e
filosofico attraverso tutte le situazioni “estreme” dell’esistenza, dall’assurdità della vita all’illusione
dell’amore, dall’angoscia di fronte alla morte all’affannosa ricerca della verità, fino a guardare
nietzscheanamente nell’abisso, con la speranza che quest’ultimo, in un momento di distrazione, non
si accorga di noi.
Sì, perchè Dylan Dog non è un semplice fumetto horror, sempre che lo sia mai stato; è piuttosto
un ritrovo per anime affini, desiderose di interrogarsi sulle questioni fondamentali del vivere.
Attraverso gli incubi che dissolve ogni mese, Dylan ci consente di gettare uno sguardo sui lati
oscuri della condizione umana, e in special modo su quelli del tempo presente, un’epoca cinica,
vacua e afflitta da quella assoluta mancanza di senso e di direzione che si aggira tra di noi sotto il
nome di nichilismo.
[…]
Proprio così: Dylan Dog è un fumetto assolutamente, irrimediabilmente filosofico. E chi ha
cominciato a leggerlo e seguirlo con passione – soprattutto tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio
degli anni Novanta –, lo ha fatto perché esso trattava con coraggio tematiche esistenziali irritanti,
ma che trovavano riscontro nelle esigenze interiori di molti lettori. Non che l’Indagatore dell’Incubo
abbia le risposte ai quesiti esistenziali dell’uomo – del resto, chi ce le ha? –; il merito di questa
serie sta piuttosto nello scuoterci dal torpore filosofico in cui viviamo normalmente, e forse nel
rispecchiare sensazioni e pensieri che, anche se in modo embrionale, albergano in tutti noi. In
sintesi, per dirla con Nietzsche, «il deserto avanza», e Dylan Dog ne annuncia la penetrazione al
livello della sensibilità culturale dei non-addetti ai lavori.
Cosa faremo nel corso del libro? Andremo a prendere tutte o quasi tutte le storie più belle
e importanti di Dylan Dog, e le raggrupperemo a seconda della specifica tematica filosofica di
riferimento.
[…]
Ogni capitolo costituirà […] una “meditazione dylandoghiana” relativamente autonoma, in
cui esamineremo le idee dylaniate su questo o su quel tema, cercheremo di esprimerle in maniera
rigorosa, andando poi alla ricerca dei riferimenti filosofici “ufficiali” di ciascuna di esse – mettendo
dunque sistematicamente a confronto il pensiero di Dylan Dog con la riflessione filosofica
contemporanea.
Una rassicurazione e una raccomandazione: non serve che siate esperti di filosofia – cercheremo
cioè di esprimere i concetti che useremo nel modo più chiaro possibile –, ma diamo per scontato che
apprezziate Dylan Dog.
Il primo capitolo si occuperà specificamente dell’Indagatore dell’Incubo, e di tutti gli elementi
che hanno contribuito a plasmare questo complesso personaggio. Nel secondo capitolo entreremo
invece nel vivo della filosofia dylaniata e dello stupore che ci suscita la sua articolata metafisica;
passeremo al setaccio la filosofia, la fisica e la letteratura, alla ricerca di tutti i riferimenti culturali
alla base dei luoghi metafisici e geografici in cui si muove Dylan.
Il terzo capitolo affronterà un argomento solo, ma filosoficamente molto “denso”, cioè il
rapporto dell’uomo con la Verità nell’ottica dylandoghiana. Poi ci occuperemo di una delle
principali fonti dell’orrore dylaniato, ossia la vita quotidiana; la quale tuttavia non costituisce la
nostra realtà ultima, visto che rappresenta solo un “velo bidimensionale” appoggiato sopra un
universo psicologico “tridimensionale”, ossia il mondo dell’inconscio, al quale dedicheremo il
quinto capitolo.
Quindi verrà il turno di un aspetto delle nostre vite che forse ci fa più paura della morte, e cioè il
caso, che verrà accompagnato dal suo noto fratellastro, il destino. Cercheremo cioè di capire quali
forze plasmino le nostre vite e quale “spazio di manovra” abbiano gli esseri umani.
Fatto ciò, ci tufferemo di nuovo nell’inconscio, ma questa volta solo per capire l’inquietante
fascino che l’orrore può esercitare su di noi. Chiusi i conti con l’orrido e con la violenza, passeremo
all’“eterna illusione” dylandoghiana, l’amore, per concludere con la più estrema tra tutte le
situazioni limite, la morte.
Alla fine vi ritroverete tra le mani un manuale fumettistico-filosofico che vi offrirà una
panoramica – sulla quale tornare più volte – della condizione umana secondo il pensiero
contemporaneo. In pratica, un vero e proprio “breviario del caos”.
SCHEDA
Titolo: Dylan Dog. Esistenza, orrore, filosofia
Autore: Roberto Manzocco
Editore: Mimesis Edizioni
Isbn: 9788857505855
Pagine: 294
Prezzo: 22,00 €
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Articolo a cura di : Cristian Fasano
Segnalazione: Roberto Leonardi
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