Cari amici dylandogofili,
la fortuna editoriale del "personaggio Dylan Dog" ha portato nel corso degli anni alla confezione e
alla distribuzione di una serie di albi falsificati ad arte, spesso venduti a cifre esorbitanti ad
appassionati e collezionisti, perché spacciati come originali. I falsi riguardano soprattutto i primi 20
numeri della serie, ormai esauriti presso l'Editore e difficili da reperire. Tra questi, il numero 1
(dell'ottobre 1986), che ha ormai raggiunto un valore di mercato di alcune centinaie di euro, è stato
sicuramente il più contraffatto. In questo articolo, ci focalizziamo proprio sul numero 1 "L'alba dei
morti viventi", in quanto recentemente è stato oggetto di una nuova serie di falsificazioni non
sempre ben distinguibili, spacciate per copie originali soprattutto in alcune fiere del fumetto, nonché
all'interno di inserzioni d'asta on-line.
Una guida su come poter riconoscere il numero 1 originale (scritta dal "cugino" Marco Rizzo del sito www.ddcomics.it) è già presente al seguente indirizzo:
http://www.dylandogofili.com/risorse_homepage/Falsi/Dylan-Dog-Falsi.htm
In questa sede, proproniamo alcune osservazioni aggiuntive, utilizzabili anche da un occhio meno
esperto, soprattutto se impossibilitato ad avere una visione dell'albo dal vivo.
Il metodo più conosciuto per creare un falso, consiste nel procurarsi una qualsiasi ristampa, staccare
il blocco centrale del fumetto e successivamente incollarlo ad una copertina stampata ad hoc,
identica o quasi all'originale. E' quindi possibile distinguere due casi principali.
- Falso creato dalla terza ristampa (Collezione book). Sicuramente è il meno diffuso anche
perché facilmente riconoscibile. La terza ristampa infatti è caratterizzata da una copertina
rigida, cartonata. Tra la seconda di copertina e la prima pagina del fumetto è presente
un'ulteriore pagina in cartoncino, con un disegno evocativo della storia, che viene
conteggiata nel computo complessivo dell'albo. Di conseguenza, la prima pagina del fumetto
recherà il numero 5 e NON il 3, come invece compariva nell'originale e nella prima e
seconda ristampa (fig. 1).
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| Fig. 1. A sinistra la prima pagina tratta dalla prima ristampa (reca lo stesso numero dell'originale);
a destra la prima pagina tratta dalla terza ristampa, col numero sfasato di 2 unità. |
Inoltre, il numero 1 originale era caratterizzato da una suddivisione della storia in "capitoli", fissata
nel sommario (fig. 2) posto nella seconda di copertina. Per cui alle pp. 39 e 76 (41 e 78 nella terza
ristampa!) in alto dovrebbero comparire rispettivamente i titoletti "Il dottor Xabaras" e "L'Orrore".
Invece nella terza ristampa non ci sono, proprio perché la Collezione Book non prevede questa
suddivisione interna.
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| Fig. 2. A sinistra l'editoriale in seconda di copertina tratto dal numero 1 originale.
E' presente il sommario con la suddivisione in capitoli della storia;
a destra in alto, la p. 39 dalla prima ristampa, dove compare ancora il titoletto del capitolo;
a destra in basso, la p. 39 dalla terza ristampa, priva del titoletto. |
Quindi, se la copia che avete in visione ha le caratteristiche suddette (inizia a pagina 5 e non riporta
i titoletti dei capitoli nelle pagine che ho indicato), si tratta certamente di un falso creato dalla terza
ristampa.
Falso creato dalla prima/seconda ristampa . E' il tipo più diffuso e non facilmente
riconoscibile, dal momento che le prime 2 ristampe avevano un blocco-fumetto del tutto
identico all'originale. Quindi la storia cominciava regolarmente a p. 3, terminava a p. 98 ed
erano presenti i titoletti delle suddivisioni interne sopra indicati. In questo caso, si può
riconoscere il falso osservando il font con cui sono stampati i numeri di pagina all'interno
dell'albo. L'originale aveva i numeri di pagina stampati con un font molto simile al "Century
Gothic" delle opzioni del programma Microsoft Word©, cioè con una forma piuttosto
squadrata (fig. 3).
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| Fig. 3. Esempi tratti dalle pp. 29 e 61 di Dylan Dog n.1 originale. Il 6 e il 9 hanno la gambetta
diritta e l'1 ha la barretta orizzontale posta perpendicolarmente al corpo del numero. |
Invece, fin dalla prima ristampa, è stato cambiato il carattere dei numeri di pagina portandolo ad
assomigliare ad un "Arial Black", con una forma quindi più stondata (fig. 4). Sostanzialmente, si
tratta del font per i numeri di pagina utilizzato poi nel corso della serie regolare e che si può
identificare anche negli albi più recenti.
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| Fig. 4. Le stesse pagine, 29 e 61, tratte dalla prima ristampa (notare il 6 e il 9 con
gambetta tondeggiante e l'1 con barretta verso il basso). |
Le differenze più macroscopiche tra i due tipi, riguardano soprattutto i numeri 1, 6 e 9, che quindi
possono essere utilizzati come discrimine per avere una prova oggettiva dell'originalità dell'albo.
Basta controllare alcune pagine dove compaiono i numeri sopra citati.
Il metodo di riconoscimento sopra esposto, basato sulle caratteristiche dei numeri di pagina, è
ovviamente utilizzabile nel caso di una visione diretta dell'albo. Tuttavia, si presta bene anche nel
caso di acquisti on-line. La norma in genere prevede che il venditore invii delle foto aggiuntive
all'acquirente, qualora richieste. Nel nostro caso, basta richiedere una foto ben visibile di una pagina
a scelta con uno dei numeri sopra segnalati e confrontarli con quelli riportati nelle immagini del
presente articolo, prese dal numero 1 originale. Potreste addirittura chiedere la foto soltanto
dell'ultima pagina, quella dove Dylan è a letto con Sybil, cioè la numero 98. Il 9 deve avere la
gambetta diritta e tendente a sinistra (vedi fig. 3), NON tondeggiante. In quest'ultimo caso, se
l'inserzione dovesse garantire "l'originalità" dell'albo, magari chiedendo cifre considerevoli,
invitiamo a segnalare il fatto a chi di dovere, in quanto si tratta di una vera e propria truffa!
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Articolo a cura di : Alessandro Facchin
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