Home > Scarp De Tenis Festeggia 150 numeri

Ciao a tutti gli amici dylandogofili,
grazie alla preziosa segnalazione di Guglielmo Rizzetto, oggi vi parlo dell’ennesima pubblicazione inerente al nostro amatissimo Indagatore dell’incubo. Come potrete vedere dalle schede presenti nel sito, sono molti anni che il “giornale di strada” Scarp de’ tenis realizza numeri che tra i tanti argomenti parlano anche di Dyd.

Vediamo innanzitutto cos’è Scarp de’tenis.

Scarp de’ tenis è un’avventura editoriale e sociale che ha ormai compiuto un lungo cammino. è un giornale di strada nato a Milano nel 1994, sostenuto dalla Caritas Ambrosiana, entrato, con un suo significativo ruolo, nel panorama culturale e sociale della città di Milano. Si occupa di persone e di realtà ai margini, offrendo occasioni di sopravvivenza, riscatto personale, reinserimento sociale. “Giornali di strada” con finalità di informazione sui fenomeni di marginalità ed espressione della voce delle persone senza dimora, Scarp de’ tenis è però anche un progetto sociale, che si concretizza tramite l’accompagnamento dei venditori e dei collaboratori, capace di un approccio globale alla persona, anche grazie al supporto dell’Associazione Amici di Scarp de’ Tenis.

Come detto, è nato nel 1994 per intuizione di un pubblicitario, Pietro Greppi ed è stato sostenuto ben presto da Caritas Ambrosiana e da Cgil-Cisl-Uil provinciali di Milano, oltre che da altre associazioni del territorio. Dopo una breve interruzione, è tornato sulla strada nel 1996, edito da cooperativa Oltre, promossa da Caritas Ambrosiana. Da allora ha inanellato 150 numeri senza pause, al ritmo di dieci uscite all’anno. Grazie al supporto di Caritas Italiana, oggi Scarp de’tenis ha respiro nazionale. Oltre alla redazione centrale di Milano, sono attive quelle di Genova, Torino e Napoli, già da qualche anno partecipi del progetto sia sul fronte giornalistico sia su quello sociale; dall’inizio del 2009, operano anche le redazioni di Catania, Firenze, Palermo, Rimini e Vicenza; cammin facendo si sono aggiunte e si stanno aggiungendo altre sedi (Bergamo, Como, Prato e Salerno, in futuro forse Modena, Verona, Pisa, Ancona e altre).

Scarp è diffuso e (in parte) scritto da persone gravemente emarginate e senza dimora, soggetti che conoscono o hanno conosciuto la vita di strada, i dormitori, l’esclusione, la difficoltà di un reinserimento sociale e lavorativo. Per costoro è un’occasione di espressione, di affermazione della propria dignità, di lavoro, di integrazione del reddito, di ricostruzione delle capacità relazionali. Ciascuno dei venditori e molti degli autori sono seguiti, nel percorso di recupero e reinserimento, da operatori e servizi Caritas.

Esiste un forte legame tra i contenuti del giornale e il progetto sociale di cui è perno. Scarp si occupa (agli inizi soprattutto in chiave autobiografica, oggi anche con analisi e approfondimenti che presuppongono un lavoro giornalistico professionale) dell’esperienza e della vita degli homeless, di temi e fenomeni che sono preludio all’emarginazione: impoverimento, fragilità, esclusione e periferizzazione di individui e gruppi, precarietà lavorativa e abitativa. Scarp si sforza anche di offrire una lettura in positivo della realtà della strada, dalle forme di solidarietà che vi si manifestano alle espressioni culturali che essa suscita e ospita.

Scarp ha un forte legame anche con la realtà ecclesiale dei territori in cui è diffuso: non solo le parrocchie ne ospitano la vendita, ma esso da un lato si fa portatore di analisi, convinzioni e valori che scaturiscono dall’esperienza Caritas, d’altro canto si propone alle comunità cristiane come strumento di “alfabetizzazione” rispetto ai temi e ai problemi che contraddistinguono il mondo della grave emarginazione.

La diffusione su scala nazionale del progetto Scarp è stata resa possibile da un progetto finanziato con fondi otto per mille della Chiesa cattolica attraverso Caritas Italiana, che per tre annualità (che si concluderanno con il 2011) ha sostenuto l’impianto e il consolidamento della rete nazionale. Una rete che, già dal 2010, sta programmando la propria sostenibilità futura, consapevole di dover sapersi reggere sulle proprie gambe, una volta terminata la “promozione” di Caritas Italiana.

Nel 2010, sono stati 104 i venditori che hanno lavorato per Scarp a livello nazionale (45 a Milano, 13 a Napoli, il resto distribuiti nelle altre città). Alcuni sono a Scarp da più tempo, anche molti anni (Scarp è un piccolo ma significativo contesto di relazioni, che consente a chi ha vissuto a lungo ai margini e non può più rientrare nel mondo del lavoro di essere accompagnato alla pensione, potendo però ancora contribuire al proprio percorso anche attraverso un guadagno dignitoso); altri sono entrati più recentemente. Per tutti vale l’attenzione a costruire, insieme, un percorso capace di porsi degli obiettivi e di lavorare per raggiungerli, ma anche di saper aspettare e rispettare i tempi giusti, a volte lunghi, con alti e bassi, passi avanti e ricadute.

Oltre ai venditori del giornale, nel 2010 altre persone (circa 50, 10 a Milano, 40 nelle altre città) hanno collaborato con poesie, racconti, testimonianze, articoli, fotografie e disegni, che vengono pubblicati sulla rivista. Si tratta sempre di persone in difficoltà, alle quali viene riconosciuto un compenso economico, sotto forma di diritti d’autore, oltre a un supporto sociale.

Quanto alla diffusione, nel 2010 sono state distribuite circa 150 mila copie della rivista a livello nazionale, tramite la vendita nelle parrocchie, in strada, in altri luoghi (mercati, supermercati, aziende, feste, eventi); in crescita è anche il numero di abbonamenti. Da questi ultimi i venditori non hanno ricavi diretti, ma essi servono a consolidare il progetto (soprattutto nei territori non raggiunti dalla vendita di strada) e le azioni di accompagnamento sociale che esso esplica verso i venditori stessi.

Per quanto riguarda la copertura territoriale della diocesi di Milano, il giornale è stato distribuito con periodicità variabili in 300 parrocchie, mentre ne ha raggiunte circa 650 in tutta Italia.

Relativamente al rapporto con la Bonelli, tutto risale proprio all'inizio dell’avventura editoriale, precisamente con il numero. 2, quando la Bonelli, visto che eravamo agli inizi e visto la particolarità dei temi trattati dalla nostra rivista, ci fece un bellissimo regalo, donandoci la copertina di un Dylan Dog (personaggio già famoso e che viveva le sue storie tra le zone nascoste, misteriose e spesso degradate delle zone metropolitane) a capo del popolo della "città dimenticata". (richiama l'mmagine del quadro di Pellizza da Volpedo "Il quarto stato"). Nell' occasione abbiamo fatto anche una maglietta con stampata questa immagine (tutte esaurite).



Il secondo regalo da parte della Bonelli, ci è stato fatto in occasione del nr 30, nella cui copertina è finito un altro personaggio famoso, Martin Mystere, di cui furono fatte delle magliette e anche dei post-it personalizzati (anche questo dovrebbe essere tutto esaurito). L'amicizia con la Bonelli è durata ancora nel tempo, facendoci omaggio di altre 2 copertine in occasione di numeri speciali.

Il numero 100 che ha visto come protagonista il Nostro grazie ad un bellissimo disegno di Fabio Celoni:



e, ultimo numero, in distribuzione attualmente, il 150 con copertina di Giovanni Freghieri.



Il prezzo della rivista oggi è 3 euro (dei quali circa la metà va al venditore). La rivista non si trova in edicola, e viene venduta principalmente in strada, sui sagrati delle chiese, fuori dai supermercati, durante manifestazioni di strada ma Vi invitiamo tutti a sostenere l’iniziativa sottoscrivendo tanti abbonamenti!!!
Per ulteriori informazioni, potete consultare il sito www.scarpdetenis.it/scarp/scarp.htm

Per qualsiasi domanda, commento o richiesta chiarimenti potete scriverci direttamente nel Forum.
Per commentare questo articolo nel forum clicca QUI'

Articolo a cura di Giorgio Santoro
segnalazione di Guglielmo Rizzetto
Condividi su Facebook Clicca su "Mi piace"