Carissimi amici dylandogofili, ne abbiamo sentite e lette tante sul film ''DellaMorte DellAmore'': è il film di Dylan Dog, non è
il film di Dylan Dog... Dopo che il nostro amico Giovanni ha colmato tutti i nostri dubbi in merito vorrei parlarvi di un altro film tratto da un’opera
di Tiziano Sclavi.
Ingiustamente dimenticato anch'esso nasce dalla penna del nostro Tiziano Sclavi ed è stato portato sul grande schermo dal regista
Giancarlo Soldi nel 1992.
Parliamo di "Nero", nato prima come un fumetto a puntate poi diventato sceneggiatura di un film e infine un romanzo pubblicato
da Camunia Editore, Collana "Fantasia & Memoria" (1991) e ristampato da Rizzoli nel 1994.
Nel film abbiamo come protagonista, tra gli altri,
un giovane Sergio Castellitto, Chiara Caselli, Luis Molteni e, udite udite, Hugo Pratt, il celebre autore di Corto Maltese!
Il film è abbastanza
difficile da reperire, nonostante sia stato distribuito dalla Titanus International – Columbia Tristar Home Video. Su youtube si trova a malapena
il trailer:
http://www.youtube.com/watch?v=L_c5mUwu7xo
ed una breve intervista di Sclavi che parla del progetto Nero:
http://www.youtube.com/watch?v=e7h8jfBCmxA&feature=related
Eccovi la trama: “Una ragazza forse ha ucciso il suo uomo tagliandogli la gola. Il suo amante, che la
crede colpevole, cerca di aiutarla facendo sparire il cadavere. Ma il cadavere sparisce davvero, passando dal bagagliaio di una macchina
a un altro. Si chiamava Zardo. A poco a poco il nuovo amante della ragazza ne assume il nome e l'identità e viene preso in un vortice
di grottesco orrore in cui trovano posto un miserabile e laido detective, una mano tagliata, l'ambiguo candore della ragazza che forse è
un'assassina, un contadino sfortunato, un enorme cane nero, tanti seppellimenti mancati, corse in auto nella nebbia, una misteriosa vecchietta,
un commissario che sembra non capire, un boss mafioso naturalizzato milanese e un impresario di pompe funebri con la camicia hawaiana”.
Il finale...vi sorprenderà!
Personalmente, consiglio a tutti di vederlo, se riuscirete a trovarlo, anche se la critica cinematografica
al tempo non fu molto benevola.
Vi riporto una recensione di quegli anni:
"Il regista Giancarlo Soldi non ha saputo dominare la materia
drammatica di questo soggetto farneticante. Perciò la storia irreale, frutto dell'immaginazione malata di uno psicopatico che si sdoppia continuamente in
due personaggi, Federico e Zardo, passando attraverso una serie di incredibili assassini fantastici, resta un guazzabuglio irritante di rimasticature di opere
sia letterarie che cinematografiche, male amalgamate fra loro. Fattore dominante del lavoro e il sadismo, visto però con un pizzico di furba ironia, che si
esprime sia nel modo di affrontare con dileggio le varie morti sempre solo immaginarie, ma comunque piene di sangue e di particolari troppo crudeli,
sia nel ripetere molte volte scenette riguardanti personaggi di contorno. Alla fine il protagonista, abbandonato dalla fidanzata, si taglia davvero la gola,
per incapacità di affrontare la vita. Deludente la prova di Sergio Castellitto, che appare inespressivo nel doppio ruolo di Federico e di Zardo,
e spesso sgradevole Chiara Caselli nella parte di Francesca. Valida la fotografia di Luca Bigazzi che rappresenta efficacemente un'opprimente Milano notturna",
tratto da “Segnalazioni Cinematografiche”, vol.114, 1992.
OGNI FATTO,COSA O PERSONA RIFERITA A DYLAN DOG È
PURAMENTE CASUALE.
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Articolo a cura di : Gianluca Carangelo e Giorgio Santoro
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