Home > Il Dylan Dog in Friulano

Nel 1995, più precisamente ad Ottobre, venne realizzato dall' "Istitut di Culture Furlane" un Dylan Dog in friulano per la diffusione della lingua friulana. Albo di non facile reperibilità, la carta è patinata, caratteristica che facilita una buona conservazione dell'albo. Come copertina venne utilizzata quella della seconda ristampa andando a togliere con il bianchetto il prezzo di copertina.
La pubblicazione fu autorizzata dalla Sergio Bonelli Editore in quanto nella presentazione in terza di copertina si legge: "Per finire, dobbiamo ringraziare la “Sergio Bonelli Editore” per averci permesso di usare il fumetto Dylan Dog per questo esperimento e la “Patrie dal Friul” per averci firmato il contratto di pubblicazione." Ora vi lasciamo ad un prologo sulla "lingua" friulana e alla traduzione della seconda e terza di copertina realizzata dalla nostra amica Monica Pontoni.
Vi ricordiamo che tutte le immagini posso essere cliccate per essere ingrandite.

Prologo

L’orgoglio friulano. Sta qui il succo dell’importanza della “lingua” friulana, riduttivo denominarlo dialetto, tanto che fu promulgata una legge(L. 482/1999), dopo una gestazione durata anni, che riconosce la minoranza linguistica friulana. Detto anche “marilenghe”, il friulano è stato rivalutato negli ultimi decenni con forza e tenacia dalla gente del Friuli, affinché i figli non perdessero una continuità linguistica così fondamentale, con l’uso dello stesso nella vita quotidiana ma anche a livello di comunicazione dei mass media e a livello istituzionale, la stessa Università di Udine ha infatti avviato dei corsi di friulano per i dipendenti pubblici. Non solo, con l’utilizzo massiccio e ormai indispensabile di internet il friulano ha avuto la possibilità e la capacità di adattarsi ai sistemi attuali di comunicazione e quello presentato qui è un esempio significativo.

Presentazione in seconda di copertina

Il friulano è una lingua che da secoli dà sempre di più dimostrazione delle sue potenzialità. Si ha qui un altro esempio di come sulla nostra tradizione culturale si possono insediare nuovi modi di comunicare e moderne forme d’arte.
Credo che ormai si sia tutti coscienti del fatto che la nostra lingua ha una dignità alla pari delle altre ed è possibile usarla in qualsiasi ambito. Anzi, in una società che - anche in Friuli - si appresta a cambiare rapidamente, scrivere e parlare in friulano ovunque è una questione di sopravvivenza. In realtà non possiamo illuderci di salvare ciò che di bello conserva la nostra cultura se non siamo in grado di cogliere certi aspetti della modernità e adattarli al modo di pensare e di esprimersi del nostro popolo.
In questa prospettiva, trovare un giornalino come questo non è solo un documento culturale sterile e slegato dalla realtà, ma un vivo invito ai giovani affinché si rendano conto che leggere Dylan Dog in “marilenghe” è divertente come leggerlo in italiano, se non di più.
Questo invito non vuol essere solo un appello occasionale, ma un augurio pieno di speranza per la crescita di una friulanità rinnovata e completa, vuole essere uno stimolo per coloro che hanno nelle loro mani la possibilità di portare avanti la nostra lingua e la nostra cultura.
Quindi, a tutti coloro che – giovani e meno giovani – vivono giorno per giorno in pienezza il loro essere friulani diciamo: “Tenete duro!” perché col vostro lavoro e con quello di tutti ci presenteremo in Europa con la nostra faccia, a testa alta e pronti a donare e ricevere in regalo cultura.

Presentazione in terza di copertina

Abbiamo il grande piacere, finalmente, di riuscire a pubblicare questo album di fumetti, con la speranza di dare un contributo affinché nasca una nuova generazione di ragazzi friulani in grado di riscoprire la propria identità socio-culturale e, forse, anche nazional friulana. La”Patrie”, il nostro Friuli, malgrado avesse perduto la propria indipendenza politica già nel 1420 aveva sempre mantenuto la propria indipendenza culturale concentrata, più di tutto, sulla propria lingua. Infatti i friulani hanno sempre usato la propria lingua come il più grande simbolo della loro originalità. Abbiamo resistito per tanti secoli; adesso, peraltro, è giunto il momento di decidere se noi friulani vogliamo che la nostra lingua e il nostro Friuli contino e siano considerati una lingua e un popolo alla pari di tutti gli altri. Perché tutti ormai si rendono conto che la civiltà tecnologica ha prodotto, negli ultimi 30 anni, quella che chiamano massificazione culturale che ha portato a livellare e spianare le differenze individuali e le autonomie culturali dei popoli. La cultura italiana, diffusa dai giornali e dalle televisioni, entra sempre più nella testa della gente, invece, il friulano, privo di questi mezzi, non riesce a distaccarsi dalla tradizione orale e delle vecchie “villotte”(canti popolari) dei monti e dei campi. Una delle grandi cause di ciò, sta nel fatto che gli studiosi friulani sono distaccati dalla realtà della gente, e, al massimo, qualcuno di loro rimane legato a vecchie espressioni culturali che non sono più vive. Dovrebbero, piuttosto, usare e scrivere una lingua friulana attuale, espressione della vita quotidiana dei friulani e dei loro problemi. La massificazione linguistica è cominciata quando i giovani genitori soprattutto della fine degli anni sessanta, hanno cominciato a vedere il friulano come una lingua inferiore che non si doveva tramandare ai figli. Adesso i figli di questi genitori hanno perso il friulano e considerano solo l’italiano come loro lingua culturale. La pubblicazione di questi fumetti cerca di aiutare i giovani friulani a scoprire le loro radici dimostrando che il friulano non è solo una lingua di cultura contadina ma che è viva e presente nella vita dei nostri ragazzi di oggi. Il mezzo che abbiamo scelto è Dylan Dog. Secondo noi è più vicino alla realtà dei giovani tanto che infatti ha avuto ed ha molto seguito tra i ragazzi friulani. Si spera che il fatto di averlo tradotto in friulano sia di esempio per gli studiosi e soprattutto per gli editori, che prendano di nuovo in considerazione il friulano e che lo usino in pubblicazioni, trasmissioni, radio e giornali. E si spera, soprattutto che i giovani ricerchino ancora il gusto e la libertà di essere friulani originali e autonomi, senza lasciarsi influenzare dal livellamento che li rende tutti uguali. Per finire, dobbiamo ringraziare la “Sergio Bonelli Editore” per averci permesso di usare il fumetto Dylan Dog per questo esperimento e la “Patrie dal Friul” per averci firmato il contratto di pubblicazione. Dobbiamo anche ringraziare la CRUP (Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone) e il suo presidente Antonio Comelli e la “Pro Loco” di Dales che ci hanno aiutato economicamente dando un esempio alle altre istituzioni friulane su come si può aiutare la nostra “Patrie” a restare unita. Ci abbiamo lavorato molto e speriamo che vi piaccia. Mandi.

Immagini dell'interno e del retro
Articolo a cura di : Cristian Fasano con il prezioso aiuto di traduzione di Monica Pontoni.