Home > Dylan Dog - La casa che non c'è

Non vi poteva essere titolo più indovinato per questa seconda parte delle “case dei fumetti” dedicato al grande Indagatore. La prima parte (nel numero 500 di Abitare) ha visto come interprete “Frank” creato dal grande Jim Woodring.

L’articolo a cura di Caterina Grimaldi ha il grande onore di ospitare pure un intervista al “nostro” Tiziano che rivela in alcuni casi anche notizie inedite. Dopo una bella introduzione (doppia lingua visto che esce pure negli USA) arriviamo alle prime immagini della casa di Dylan e la prima cosa che vedo è la “piantina” della casa (Craven Road n.7). Giuro di averla sognata la notte per diversi anni inquanto non riuscivo mai a capacitarmi su come fosse articolata la casa.

Un disegno inedito (almeno a noi comuni mortali) di Angelo Stano ci chiarisce tanti dubbi e ce ne mette tanti altri; realizzata mentre stava lavorando al n.233 della serie. Dopo aver interpellato almeno una mezza dozzina di disegnatori ho capito che tutti si rifanno alle storie di Angelo Stano perchè non è stato ben chiaro a nessuno (fino ad oggi) su come si arrivasse in bagno, in cortile o in cucina. E su questo Tiziano Sclavi ha sempre lasciato la libertà di interpretazione ai disegnatori escluso dei punti chiave come il corridoio di ingresso, lo studio compreso posizione scrivania e altri accessori ed altri piccoli dettagli. Infatti un esempio plateale è una scala che sale al piano superiore su un paio di episodi posizionata sull’ingresso esclusivamente per necessità tecniche di sceneggiatura e poi puntualmente sparita nel resto delle storie. Quindi le varie interpretazioni hanno portato Dylan a vivere infinite case diverse. Impreziosiscono il tutto una serie di fotografie utilizzate per la realizzazione grafica di scrivania, poltrona, facciata di ingresso etc.. Sclavi non vuole dare una regola in tutto questo perchè ritiene sia un punto di forza questa sua “vaghezza” e posso solo concordare con il “Capo” ma non sarebbe male dare una linea guida ben definita ai disegnatori lasciando porte misteriose che danno su ambienti che di volta in volta cambiano lasciando integro il resto della casa o meglio ancora per dare un pizzico di novità, far vivere a Dylan per una decina di albi una nuova casa in attesa che ristrutturino la sua e così avere la scusa delle nuove porte che aprono su ambienti misteriosi da scoprire di storia in storia, nascoste dietro i mobili o addirittura sotto il letto. Che dire la fantasia non avrebbe limiti.

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Articolo a cura di : Alessandro Bertoldi
Credits http://www.ddcomics.it (DDComics è una creazione di Marco Rizzo)